on the wall

Giro per la città su invito. Direzione, SpazioInvenzioneDesign. C’è un’esposizione. Entrando, non pensavo d’imbattermi in un incontro con la memoria. Mi trovo di fronte ad una parete ben composta con tanti visi alcuni noti, altri perfettamente sconosciuti. Ho osservato, sbirciato cercato di cogliere un nesso tra quei volti che c’era, poi il desiderio di saperne di più ha fatto il resto. Se non mi fossi soffermata per un attimo e non avessi fatto qualche domanda in più all’artista, distante da me solo pochi centimetri, non avrei potuto cogliere il senso vero del suo universo. Lei li chiama Quadritos e sono un remake degli altarini pagani. Ma la verve creativa di Brunella Tegas, è così che si chiama l’artista, m’incuriosisce a tal punto che incomincio ad intervistarla. Amegliocchi. Trovo che i suoi lavori, a metà strada tra arte e artigianato, abbiano davvero “stoffa”.

Cosa ci fanno Alda Merini, Alberto Manzi, Fabrizio de Andrè, Frida Kahlo allineati on the wall? Se la suggestiva policromia dei Quadritos non può essere banalizzata e confinata a mera composizione d’arredo, questi altarini, cosa rappresentano? Si tratta di un’idea allegra e colorata per esorcizzare la morte o un modo diverso per celebrare le vite di personaggi che furono? Intrigante…

Ogni fotografia un volto, ogni volto una storia, un’azione, una passione, un pensiero, un vissuto. E si sa che le storie per essere tali hanno bisogno di essere raccontate, scritte, narrate. Brunella, ho scoperto, che le storie le narra, le costruisce  ad personam, le intesse a mano, le salva dall’oblio. Fantastico! Trovo che questa giovane ragazza di origine pugliese ma bolognese d’adozione sia l’aedo dei nostri giorni. Con il suo codice espressivo facilmente riconoscibile canta le storie di chi in modo diretto o indiretto ha fatto parte della nostra vita.  Lei lo fa in punta di piedi, entrando con leggerezza e poesia nel vissuto delle persone. Mettere insieme i Quadritos, comporli su una parete di casa, dopo aver scambiato con lei quattro chiacchiere penso che non significhi ricreare semplicemente identità e memoria ma sopratutto inneggiare alla vita, perché “non si può vivere mai senza vita”.

 

Dettaglio Laterale

 

 

 

 

 

2015-05-14 20.20.02

2015-05-14 19.32.17

 

IMG_3475

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.